Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello

Il signore degli anelli - la compagnia dell'anello: lo specchio di Galadriel

Ti aiuterò a sostenere questo peso, fin quando toccherà a te sopportarlo. Ma dobbiamo fare qualcosa, e subito: il Nemico sta per agire.
Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello

La Compagnia dell’Anello (titolo originale: The Fellowship of the Ring) è il primo capitolo dell’epicissima e celeberrima saga fantasy Il Signore degli Anelli (titolo originale: The Lord of the Rings) scritta da John Ronald Reuel Tolkien. I tre libri vengono pubblicati per la prima volta tra il 1954 e il 1955 suscitando sin da subito l’interesse del pubblico.

La prima edizione italiana è del 1967 a cura di Astrolabio editori, la traduzione è di Vittoria Alliata di Villafranca (all’epoca diciassettenne). Una traduzione che ha segnato i lettori di tantissime generazioni fino al 2019, anno in cui Bompiani ha pubblicato una nuova edizione a cura di Ottavio Fatica.

Indice

La Compagnia dell’Anello: la trama

La storia si apre al centoundicesimo compleanno di Bilbo Baggins – vecchio hobbit della Contea noto per aver partecipato alla grande spedizione dei nani contro il drago Smaug molti anni prima – e il trentatreesimo compleanno di Frodo Baggins, suo lontano cugino ed erede designato delle sue fortune.

Fun Fact: nel mondo hobbit, i 33 anni rappresentano la maggiore età!

Bilbo decide di lasciare l’amata Contea per dedicarsi all’esplorazione e al viaggio. Prima di partire, però, lascia un bel fardello a Frodo: un misterioso anello recuperato durante la spedizione.

Gandalf il Grigio, anziano e saggio stregone, impiega ben poco tempo per comprendere che non si tratta di un gioiello qualsiasi: quello in possesso di Frodo è l’Anello del Potere forgiato dall’Oscuro Signore Sauron per dominare la Terra di Mezzo.

Questa è la poesia completa che si tramanda sull’Unico Anello:

Tre Anelli ai Re degli Elfi sotto il cielo che risplende,
Sette ai Principi dei Nani nelle lor rocche di pietra,
Nove agli Uomini Mortali che la triste morte attende,
Uno per l’Oscuro Sire chiuso nella reggia tetra,
Nella Terra di Mordor, dove l’Ombra nera scende.
Un Anello per domarli, un Anello per trovarli,
Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli,
Nella Terra di Mordor, dove l’Ombra cupa scende.

Questo che segue è il testo inciso sull’Anello in lingua oscura e la sua traduzione in italiano (Alliata).

Ash nazg durbatulûk, ash nazg gimbatul,
ash nazg thrakatulûk, agh burzum-ishi krimpatul.

Un anello per domarli, un anello per trovarli,
Un anello per ghermirli e nel buio incatenarli.

L’Anello va distrutto prima che Sauron lo riconquisti. Qui inizia il viaggio di Frodo accompagnato dal servitore Sam e i suoi due amici Merry e Pipino… ma non saranno soli. Accanto a loro viaggerà una compagnia decisamente variegata:

  • Gandalf, lo stregone;
  • Legolas, l’elfo;
  • Gimli, nano figlio di Glòin (uno dei nani che prese parte alla spedizione di Bilbo);
  • Boromir, umano figlio di Denethor e discendente della stirpe dei Numenoreani (in parole semplici degli umani più grossi, forti e con sensi molto più acuti);
  • Aragorn, umano figlio di Arathorn e discendente come Boromir dei Numenoreani ma da un ceppo più nobile.

La prima parte del viaggio si conclude ad Amon Hen (ti lascio qui il link a LOTRproject e la sua splendida mappa interattiva dove potrai seguire il viaggio di Frodo e la Compagnia tappa dopo tappa).

L’inizio del viaggio: il commento

Si può commentare un mostro sacro del genere fantasy come Il Signore degli Anelli? La risposta probabilmente è no, ma ci proviamo lo stesso (anche se mi sarà difficile essere sintetica).

Dunque, il narratore della storia è onnisciente, si tratta di un personaggio esterno che tutto sa, tutto vede e conosce già come andrà a finire. Questo vantaggio narrativo gli consente di spargere lungo tutto il corso de La Compagnia dell’Anello una serie di profezie, pensieri, sogni e illusioni che torneranno poi prepotentemente nei libri successivi.

Cosa significa per il lettore? Che ogni singola parola, ogni immagine, pur piccola che sia, potrebbe avere un peso molto più grande all’interno della vicenda. Tolkien ci lascia intuire sin da subito che dovremo essere dei lettori non solo avidi ma anche attenti e curiosi.

Immergiamoci, dunque, in questa storia con le orecchie e gli occhi ben aperti.

La Compagnia dell’Anello si apre con un ritmo scanzonato e allegro, c’è un clima di festa nella Contea (The Shire). Dalla partenza di Frodo con i tre hobbit al seguito, l’atmosfera è quasi fiabesca e la struttura episodica: dalla strada dei quattro mezziuomini entrano ed escono personaggi che incontriamo ora per non trovare mai più… forse.

Ecco qualche esempio:

  • Tom Bombadil e la compagna Baccador;
  • Maggot (un hobbit);
  • Omorzo Cactaceo e Nob (dell’osteria Il Puledro Impennato);
  • Glorfindel (alto elfo).

Come gli aiutanti magici (e non) delle fiabe, accompagnano gli hobbit per una tappa del loro percorso supportandoli nelle avversità. Il clima della fiaba è supportato da canti e filastrocche: l’abitudine di cantare in rima le proprie avventure quotidiane è trasversale a tutte le razze, dagli hobbit ai nani.

C’è un chiaro punto di svolta che chiude la prima parte scanzonata per lasciare spazio a una narrazione più matura e aspra: il concilio di Elrond. Da lì, Tolkien si fa greve e comincia a far calare dall’alto il peso dell’Anello non solo sulle spalle di Frodo ma anche sulle nostre.

La Compagnia dell’Anello è un battesimo per il lettore tolkeniano: l’autore ci immerge pagina dopo pagina nei miti e nelle storie più antiche della Terra di Mezzo. All’inizio, lo ammetto, potrebbe risultare un po’ overwhelming: cioè ci vengono sparati fuori così tanti nomi e avvenimenti che non sai più bene da che parte voltarti. Per chi ha letto Lo Hobbit (come nel mio caso), tuttavia, l’impatto è un po’ più soft perché si hanno già delle conoscenze pregresse sulla Terra di Mezzo.

Le descrizioni di personaggi e luoghi sono vive e vanno oltre la pura fisicità, fanno trasparire anche l’atmosfera o l’aura. Ti permettono di conoscere un posto o una persona molto più in profondità di ciò che appare a una prima lettura superficiale.

All’interno de La Compagnia dell’Anello, ho trovato davvero tante tematiche interessanti. Sono un po’, quindi allacciati le cinture che si parte!

Tema 1: L’atto di pietà di Bilbo Baggins e le profezie nel Signore degli Anelli

Tutti conosciamo il viscidissimo duo bipolare Gollum/Sméagol. Sì, dai, quello de “Il mio tesssooooro!”. Ecco quello. All’interno della Compagnia dell’Anello ne viene raccontata la storia, in pratica si scopre perché quello che prima era un uomo ora è una creatura così oscura (no non ti dirò perché).

Quello che mi interessa mettere in risalto qui è l’atto di pietà di Bilbo Baggins. Bilbo, infatti, incontra Gollum per la prima volta durante il rientro dalla sua spedizione con i nani contro Smaug ed è proprio in questa occasione che viene in possesso dell’Unico Anello.

Però… Sì, c’è un però. Quell’anello apparteneva a Gollum il quale lo custodiva gelosamente come il suo più importante tesoro. I pezzi stanno iniziando ad incastrarsi, vero? Gollum non è che fosse proprio felice di essere stato derubato, c’è quindi un momento di stallo alla messicana tra lui e Bilbo del tipo che “questo anello è troppo piccolo per tutti e due!”.

Bilbo non ci pensa due volte, infila l’Anello e scompare alla vista di Gollum il quale, però, continua a cercarlo. In una posizione di vantaggio Bilbo sta per ucciderlo ma decide di risparmiargli la vita con un atto di pietà.

Questo episodio è molto interessante e indicativo della vena profetica che attraversa tutto il libro. Tolkien, infatti, parla attraverso la saggezza di Gandalf:

È stata la pena che gli ha fermato la mano. Molti di quelli che vivono meritano la morte e molti di quelli che muoiono meritano la vita. Tu sei in grado di valutare Frodo? Non essere troppo ansioso di elargire morte e giudizi. Anche i più saggi non conoscono tutti gli esiti. Il mio cuore mi dice che Gollum ha ancora una parte da recitare nel bene o nel male, prima che la storia finisca. La pietà di Bilbo può decidere il destino di molti.

Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello

Tutto ciò che fai ha un ritorno, un impatto sul mondo di domani. E chi si è già spoilerato il seguito dei libri con i film sa benissimo di cosa stiamo parlando.

Tema 2: la scelta

Il secondo tema molto forte all’interno della Compagnia dell’Anello è quello della scelta.

Al concilio di Elrond, il punto in cui le grandi menti si radunano per decidere cosa fare dell’Anello, c’è ovviamente una serie di scaricabarile su chi sarà il portatore dell’Anello. E Gandalf no perché è troppo potente, ed Elrond no perché è troppo vecchio e ha gli affari suoi da sbrigare, e Bilbo no perché ormai l’Anello l’ha lasciato a Frodo (e poi diciamo che ha sviluppato una certa dipendenza da quell’oggettino, quindi meglio che ci stia lontano)… Insomma, nessuno lo vuole portare.

In tutti i gruppi, c’è sempre quel momento in cui nessuno vuole fare un lavoro particolarmente scomodo e faticoso e salta fuori un santo martire che se ne esce con “va beh, lo faccio io”. Ecco, in questo caso è il buon (e ingenuo) Frodo. Ecco la prima scelta: forte, folle.

Come accennato nella trama, non spediscono Frodo alla forca da solo (anche perché la saga sarebbe durata 300 pagine al posto di 1000): con lui parte la Compagnia. Al momento della partenza, il vecchissimo mezzelfo immortale Elrond (ha circa 6500 anni, più o meno la stessa età della Terra di Mezzo) fa un discorso che sulle prime mi ha fatto storcere un po’ il naso:

“Questa è la mia ultima parola”, disse a bassa voce. “Il portatore dell’Anello sta partendo alla ricerca del Monte Fato. Egli è l’unico ad avere degli obblighi: non gettare l’Anello, non consegnarlo ad alcun servitore del Nemico, non darlo in mano a nessuno, salvo ai membri della Compagnia e del Consiglio, ed anche a costoro soltanto in casi estremi. Gli altri vanno con lui quali liberi compagni, per aiutarlo lungo il cammino. Potete tardare, o tornare indietro, o deviare per altri sentieri, a seconda del caso. Più avanti andrete, meno sarà facile ritirarvi; ma sappiate che nessun giuramento e nessun vincolo vi costringe a fare un passo in più di quanto non vogliate: non conoscete ancora la forza dei vostri cuori, ed è impossibile prevedere ciò che ognuno di voi potrebbe incontrare per la strada”.

“Sleale è colui che si accomiata quando la via si oscura”, disse Gimli.

“Può darsi”, disse Elrond, “ma colui che non ha visto il calar della notte, non giuri di inoltrarsi nelle tenebre”.

Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello

Cioè immaginate il povero Frodo con questo fardello enorme sulle sue spalle che si sente dire una cosa del tipo: te ormai l’Anello te lo sei voluto e te lo tieni. Gli altri, grazie che lo accompagnate ma se avete paura potete pure tornare indietro quando volete eh! Che tanto nessuno qui vi obbliga.

Personalmente, fossi stata Frodo, sarei saltata alla gola di Elrond senza farmi troppi problemi.

Ma dietro a questo discorso si nasconde una conseguenza molto più profonda: non c’è membro della Compagnia dell’Anello che abbia l’obbligo di restare. Tutti coloro che vanno in cammino accanto a Frodo fanno la scelta di proseguire ad ogni passo, ogni giorno. Diventa dunque una scelta ancora più forte rispetto a quella di Frodo: ogni membro della Compagnia ha infatti accanto a sé l’albero della libertà, basta allungare di poco la mano in qualsiasi momento per coglierne i frutti e abbandonare la missione.

Tema 3: Chi è Tom Bombadil?

Tom Bombadil: la Compagnia dell'Anello
Tom Bombadil – Immagine de Il Signore deli Anelli: La Compagnia dell’Anello videogioco

Eccoci arrivati alla mia parte preferita: le teorie su Tom Bombadil.

DISCLAIMER: la sezione non contiene spoiler, tuttavia la lettura delle teorie su Tom Bombadil potrebbe influenzare la tua percezione del personaggio. Il lettore è avvisato!

Per chi non ha letto il libro, è doveroso fare qualche accenno a chi è Tom Bombadil. Si tratta di un personaggio incontrato dai quattro hobbit poco dopo aver lasciato la Contea (siamo all’inizio del loro viaggio) che vive con la compagna Baccador all’interno della Vecchia Foresta, un luogo angusto e molto poco accogliente evitato dai più.

Da cosa deriva tutto questo interesse per un personaggio che compare in due capitoli e poi mai più all’interno dell’intera saga? Ci sono diversi elementi che contribuiscono a creare una cortina di fumo attorno a Tom Bombadil:

  • Dice di essere in vita sin dalle prime gocce di pioggia che hanno toccato la Terra di Mezzo (un tempo lungo anche per un elfo come Elrond);

Tom era qui prima del fiume e degli alberi; Tom ricorda la prima goccia di pioggia e la prima ghianda. Egli tracciò i sentieri prima della Gente Alta, e vide arrivare la Gente Piccola. Era qui prima dei Re e delle tombe e degli Spettri dei Tumuli. Quando gli Elfi emigrarono a ovest, Tom era già qui, prima che i mari si curvassero; conobbe l’oscurità sotto le stelle quand’era innocua e senza paura: prima che da Fuori giungesse l’Oscuro Signore.

Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello
  • L’Unico Anello non ha effetto su di lui;
  • È l’unico in grado di vedere Frodo quando indossa l’Anello;
  • È molto potente ma dice che il suo potere è confinato tra gli alberi della Vecchia Foresta;
  • È completamente fuori di melone e parla di sé in terza persona.

Non ci sono spiegazioni ufficiali da parte di Tolkien su chi sia questo personaggio così strano e particolare. Questo cosa significa? Che ci sono un sacco di teorie su Tom Bombadil! Vediamo le più condivise.

Tom Bombadil è il primo uomo della Terra di Mezzo

Lo intuiamo già dalla descrizione che Tom dà di se stesso: il signor Bombadil è molto, molto vecchio. Vive dalla notte dei tempi, prima ancora dell’arrivo di Sauron. Che sia l’Adamo della Terra di Mezzo?

Questa teoria viene rinforzata anche da alcune affermazioni su Tom Bombadil fatte durante il consiglio di Elrond:

Anche se gli affidassimo l’Anello cadrebbe anch’egli, Ultimo così come fu Primo.

Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello

A questo si aggiunge il nome elfico di Tom Bombadil: Iarwain Ben-adar che si traduce come il più anziano e il senza padre.

Tom Bombadil è un Maia

Chi sono i Maiar? Per scoprirlo, ci tocca leggere il Silmarillion. Per semplificare la questione, il mondo di Tolkien nasce da Eru, divinità unica. Al di sotto di lui troviamo i Valar – una sorta di angeli dal cui canto nasce la Terra di Mezzo – e, successivamente, i Maiar.

I Maiar più noti e presenti nel Signore degli Anelli sono Gandalf il Grigio, il Balrog (che per chi ha visto il film è quello a cui si riferisce il “TU. NON PUOI. PASSAREEEEE!”), Radagast il Bruno, Saruman il Bianco e Sauron, l’Oscuro Signore.

Ciò che non torna di questa teoria è che l’Unico Anello ha una potente influenza sui Maiar – Gandalf più volte dice di non poter essere il portatore e di non poter nemmeno toccare l’Anello perché correrebbe il rischio di esserne influenzato – mentre, come abbiamo visto, Tom Bombadil ne sembra totalmente immune.

Tom Bombadil è Tolkien

Chi è l’unica persona che avrebbe potuto assistere alla nascita della Terra di Mezzo se non l’autore stesso dell’opera? Ecco che Tom Bombadil, in realtà, è Tolkien che si è ritagliato un pezzetto di terra nel suo mondo fantastico.

Onnipotente – in quanto narratore della storia – decide di vincolarsi alla Vecchia Foresta per non influenzare in alcun modo l’esito della storia.

Nonostante questa sia una teoria molto affascinante e anche piuttosto credibile, Tolkien ha dichiarato di non essersi mai inserito nelle sue storie. Sarà vero o è solo una scusa per celare il mistero attorno alla figura di Tom Bombadil?

Tom Bombadil è Morgoth, il primo Oscuro Signore

Chi è Tom Bombadil? Morgoth
Un’interpretazione di Morgoth con i silmaril nella corona di SpentaMainyu

Prima di Sauron, prima degli Anelli, prima di tutto questo c’era Morgoth. A chi non ha letto il Silmarillion (aridaje) questo nome dice ben poco. Si tratta di un Valar, un angelo, che – come il ben più noto Lucifero – decide di ribellarsi e voltare le spalle alla sua compagine.

Da Morgoth nascono gli orchi, i troll, nasce il male che segnerà le vicende della Terra di Mezzo. Siamo davanti al primo vero Oscuro Signore. Fedele servitore di Morgoth sarà il giovane Sauron, un Maia che si lascia prendere dalla sete di potere e dominio. Alla fine di Morgoth, sarà lui a portare avanti l’antico piano.

Secondo alcune teorie, Tom Bombadil non sarebbe altro che lo spirito di Morgoth reincarnato e condannato ad espiare la sua vita precedente. Confinato in un luogo angusto come la Vecchia Foresta, il nuovo Morgoth passerebbe i suoi giorni immerso tra le creature nefaste aiutando i passanti che via via si imbattono sulle sue strade.

Questo spiegherebbe bene come mai l’Anello non ha effetto su di lui, ad esempio. Tuttavia ci sono alcune profezie che parlano di un ritorno di Morgoth per l’epica battaglia finale (ah, i riferimenti all’Apocalisse qui si sprecano), per cui questa ipotesi potrebbe non reggere.

La Compagnia dell'Anello Wordcloud
La Compagnia dell’Anello – Wordcloud

L’autore: J. R. R. Tolkien

Partiamo col rispondere alla domanda più diffusa quando si parla di Tolkien: per cosa stanno J.R.R.? Nome completo: John Ronald Reuel Tolkien nato a Bloemfontein (in Sudafrica) nel 1892.

Rimasto orfano di padre e di madre in età molto giovane, fu affidato alle cure di padre Francis Xavier Morgan, un sacerdote cattolico. Lì inizia a muovere i primi passi nel mondo delle lingue apprendendo greco, latino, gotico e antico finnico.

La sua giovane età scorre più (o meno) felice fino al 1915, anno in cui scoppia la Prima Guerra Mondiale: Tolkien decide di arruolarsi nell’esercito britannico ed entra con il grado di sottotenente. Rientra in patria un paio di anni dopo per malattia, giusto in tempo per veder nascere il primogenito Christopher e collaborare alla stesura dell’Oxford English Dictionary.

Il primo dopoguerra lascia spazio per studi e insegnamento universitario. In questi anni, Tolkien conosce e diventa intimo amico di C.S. Lewis. Sì, proprio lui, il grandissimo, l’esimio: l’autore delle Cronache di Narnia.

Nel 1937 pubblica il primo libro della sua vita dando vita al mondo di Arda e alla Terra di Mezzo: Lo Hobbit. Negli anni successivi, visto anche il successo di pubblico, si prodiga per scrivere una nuova opera. Dovremo aspettare il 1955 per l’uscita de Il Signore degli Anelli pubblicato in tre volumi distinti.

L’opera di Tolkien non si chiude di certo con Il Signore degli Anelli! Sono altri i racconti e le storie dal mondo di Arda pubblicate (anche post mortem grazie al lavoro del figlio Christopher). Citiamo le più note:

  • Il Silmarillion;
  • Le avventure di Tom Bombadil (raccolta di poesie);
  • I figli di Húrin
  • Beren e Lùthien;

Degno di nota è il suo impegno da linguista: all’interno del Signore degli Anelli sono presenti infatti tantissime nuove lingue inventate da Tolkien. E no, non stiamo parlando del farfallino. Parlo di lingue con una grammatica, un vocabolario e un alfabeto esattamente come la nostra, linguaggi parlabili e studiabili (tanto che esistono molti corsi e analisi sull’elfico, ad esempio). Ecco qualche esempio:

  • L’elfico primitivo;
  • Il Khuzdul, linguaggio segretissimo noto solamente ai nani;
  • L’Entese, lingua utilizzata dagli Ent (un ibrido tra alberi ed esseri umani… un po’ come Groot!);
  • La lingua oscura utilizzata da Sauron (quella con cui viene inciso l’Anello).

J.R.R. Tolkien muore a Bournemouth (Inghilterra) il 2 settembre 1973.

Sulla sua lapide e su quella della moglie Edith ha fatto incidere i nomi di Beren e Lùthien a memoria perpetua del loro amore e della sua opera letteraria.

Cólto in Castagna: la mia copertina

È difficile rappresentare un romanzo come Il Signore degli Anelli: migliaia di artisti di tutto il mondo hanno già dato la loro visione ed è difficile non ripetersi in alcun modo. Rifuggendo dalla classica immagine della Compagnia dell’Anello che cammina lungo i sentieri, sono uscita dalla mia comfort zone creando un immagine di stampo pittorico, senza linee o bordi.

Il soggetto rappresentato è lo specchio di Galadriel, uno dei miei passaggi preferiti della Compagnia dell’Anello.

Condividiamo le nostre letture sui social!

Pubblicato da Giulia Castagna

Giulia, content manager e writer, lettrice dall'età dei primi dada e baba.