Il mio nome è Nessuno, la vita di Ulisse raccontata da Manfredi

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Il fato non è altro che il risultato di mille e mille volontà, infinite, umane e divine, della forza delle onde e del soffio dei venti, del canto degli uccelli e del moto degli astri.
Il mio nome è Nessuno

Il mio nome è Nessuno è una saga di tre libri scritta da Valerio Massimo Manfredi e pubblicata da Mondadori tra il 2012 e il 2013. In realtà il terzo volume della saga – L’oracolo – è stato scritto e pubblicato nel 1990 per poi essere rieditato nel 2014 e aggiunto come ultimo capitolo della storia dedicata a Ulisse.

Indice

Il mio nome è Nessuno: le trame

Anche questa volta, come nel caso delle Commedie delle donne, ci vogliamo complicare l’esistenza non con una, non con due… ma con tre trame!

Il giuramento

Avete presente l’Iliade? Perfetto! Perché, a grandi linee e per sommi capi, Il mio nome è Nessuno – il giuramento ripercorre la storia del poema epico di omerica origine. In realtà il romanzo si apre dall’infanzia di Ulisse (Odisseo per gli amici ellenici) quindi abbiamo modo di assaporare anche eventi che non fanno parte della guerra di Troia come, ad esempio, la spedizione degli Argonauti alla ricerca del vello d’oro.

Il ritorno

E dopo l’Iliade, poteva forse mancare l’Odissea (soprattutto dal momento che stiamo parlando di una saga dedicata all’astuto Ulisse)? Certo che no! Ecco allora Il mio nome è Nessuno – il ritorno, secondo capitolo della storia. Tutti i più noti eventi dell’Odissea vengono qui narrati: da Polifemo a Circe, passando per i mangiatori di Loto (il fiore dell’oblio). Ma Manfredi non si limita a narrarci ciò che già sappiamo da vaghi ricordi scolastici, decide infatti di spingersi oltre: la meta? Finis Terrae.

L’oracolo

Abbiamo affrontato Iliade, abbiamo viaggiato con Ulisse nell’Odissea? Poteva mai mancare l’Eneide? E infatti manca, perché il terzo capitolo della saga è ambientato nel 1973 ad Atene. Protagonista de Il mio nome è Nessuno – l’oracolo è un vaso. In particolare, si tratta del vaso d’oro appartenuto al leggendario indovino Tiresia. Esiste un legame tra questo oggetto e il sagace Ulisse? Se sì, come sono legati?

La storia di Ulisse con un nuovo piglio: la recensione

Non è semplice valutare una trilogia: sei sempre combattuto tra il valutare l’opera nel suo insieme o scinderla nelle sue componenti. In questo caso, ci troviamo di fronte a una situazione un po’ strana.

Da un lato abbiamo Il mio nome è Nessuno – Il giuramento e Il ritorno, dall’altro abbiamo Il mio nome è Nessuno – L’oracolo. Sì, perché i primi due libri costituiscono un unico arco narrativo: seguiamo Ulisse, ne vediamo l’evoluzione da un ragazzo giovane e furbetto ad un uomo, un re, l’eroe a cui Iliade e Odissea ci hanno abituati.

Ed è proprio qui il primo punto su cui vale la pena soffermarsi: Ulisse non è realmente un eroe, non è il primo tra i guerrieri, non è il più forte in battaglia. Ulisse è astuto e il cervello è l’arma con cui combatte quotidianamente.

Dietro la maschera dell’eroe epico si nasconde l’uomo, quello che piange nel ricordo della sua amata Itaca, perennemente scisso tra il suo desiderio di scoperta e l’estrema voglia di tornare a riabbracciare Penelope e l’adorato Telemaco.

E all’uomo in preda a mille dubbi e ripensamenti si aggiunge anche il volere degli dei i quali fanno pendere l’ago della bilancia, una bilancia che sceglie e determina il futuro al posto tuo.

Nei primi due volumi della saga dedicata a Odisseo, la narrazione è in prima persona e a posteriori: è lo stesso Ulisse (ma nel futuro rispetto al momento della vicenda) a raccontarci le sue mirabolanti avventure.

Lui sa già come vanno le cose e in parte lo sappiamo anche noi perché la storia, in fondo, è quella che abbiamo studiato durante le interminabili ore di italiano alle superiori. Il rientro a Itaca è dunque più che scontato… ma non è questa la fine ultima dell’eroe greco.

Il libro successivo – il terzo della trilogia – si apre nel 1973 durante le rivolte studentesche in Grecia. In particolare, durante la rivolta del Politecnico ad Atene.

I protagonisti sono: un italiano, un francese, un inglese e una ragazza greca (e no, non è l’inizio di una barzelletta). La loro storia – cupa sin dalle prime note del romanzo – va ad intrecciarsi sia con la rivolta, sia con il mistero legato a uno strano manufatto: il vaso d’oro appartenuto, secondo la leggenda, all’indovino Tiresia (del quale ho parlato anche nella recensione de La morte della Pizia).

La storia prosegue a balzi temporali (anche di 10 anni alla volta). Rispetto alla narrazione epica dei primi due, il terzo libro è scritto in terza persona e la saga si trasforma in thriller storico stile Pilastri della terra, Codice da Vinci e compagnia bella.

Allargando lo sguardo per abbracciare tutta la trilogia, si nota un piccolo difetto. L’oracolo è stato riadattato per poter far parte della saga di Ulisse. Questo ne rovina un po’ la suspense: quello che per un lettore vergine è un mistero fitto fitto, per chi ha letto i primi due romanzi è un punto di domanda molto più semplice da sbrogliare.

Cavoli se è difficile fare una recensione senza spoiler ma farsi capire allo stesso tempo! [N.d.A.]

In parole povere: se leggi i primi due libri, capisci subito il gioco dell’autore e ti restano solo pochi buchi da tappare per completare il puzzle; se leggi L’oracolo senza aver prima letto Il mio nome è Nessuno volumi 1 e 2 il mistero è più fitto (in compenso ti spoileri i momenti “wow!” dei primi due libri).

Probabilmente L’oracolo avrebbe avuto maggiore impatto se fosse rimasto un libro a sé stante e non parte di una trilogia.

Nonostante quest’ultima pecca, la saga sicuramente merita una lettura: è avvincente, appassionante e ti tiene incollato alle sue pagine tipo Super Attack con le tue dita quando cerchi di aggiustare qualcosa.

⭐⭐⭐⭐

L’autore: Valerio Massimo Manfredi

Valerio Massimo Manfredi è un archeologo, storico, professore e, ovviamente, scrittore nato a Piumazzo (Modena) nel 1943. La sua carriera si sviluppa tra aule di università, scavi archeologici e fiumi di inchiostro. Sono infatti più di trenta le sue opere tra romanzi e antologie di racconti… senza contare la saggistica e la critica storica!

Alcune delle opere di Manfredi sono state trasformate dalla settima arte:

  • I guardiani del cielo (tratto da La torre della solitudine)
  • L’ultima legione (romanzo omonimo).

Ci fermiamo qui? Certo che no!

Il buon Valerio ha anche avuto diverse avventure sul piccolo schermo. In particolare, lo abbiamo visto al timone di programmi come Stargate – linea di confine, Impero e Argo – un viaggio nella storia.

L’ultimo romanzo pubblicato è Quaranta giorni (Mondadori, 2020) ambientato durante i giorni della Passione e morte di Cristo.

A febbraio 2021 esce Come Roma insegna scritto a quattro mani con il figlio Fabio.

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