Il più grande uomo scimmia del Pleistocene: un divertente salto nel passato

Il più grande uomo scimmia del Pleistocene recensione

Il libro che avete tra le mani è uno dei più divertenti degli ultimi cinquecentomila anni.
Il più grande uomo scimmia del Pleistocene

Il più grande uomo scimmia del Pleistocene (titoli originali: The Evolution Man, Once Upon an Ice Age, What We Did to Father) è un romanzo scritto da Roy Lewis nel 1690. Oggi lo leggiamo nella traduzione di Carlo Brera edita da Adelphi e uscita per la prima volta in Italia nel 1992.

Indice

Il più grande uomo scimmia del Pleistocene: la trama

Uganda (?), Africa centrale, verso la fine del Pleistocene (11.700 anni fa). Veniamo catapultati all’interno di una grande famiglia di uomini-scimmia. Il capofamiglia – Edward – è un uomo-scimmia molto intelligente, convinto della necessità di scoprire e progredire come specie perché il destino dell’umanità è quello di fare grandi cose.

Ed è proprio grazie a questa sua smania di studiare e creare, seguiamo passo dopo passo la genesi delle prime grandi scoperte dell’umanità: la scoperta del fuoco, la cottura della selce per realizzare le lance, la scoperta della cottura per rendere i cibi più digeribili, l’introduzione della dieta onnivora e del matrimonio esogamico (cioè che avviene tra persone di diversi nuclei familiari)…

Così, tra un rito di iniziazione e una serie di fortunati eventi, veniamo accompagnati lungo gli ultimi anni del Pleistocene e ci prepariamo all’arrivo dell’era in cui ancora oggi viviamo: l’Olocene.

Un divertente viaggio tra le prime scoperte dell’uomo: il commento

Apriamo questa recensione de Il più grande uomo scimmia del Pleistocene con qualche nota tecnica. Questo romanzo è stato incastrato tra due generi: come storie in stile Guida Galattica per Autostoppisti, anche Il più grande uomo scimmia del Pleistocene appartiene al genere comico-fantascientifico.

No non fantascientifico nel senso che ci sono alieni o navicelle spaziali, semplicemente si tratta dell’evoluzione dell’uomo – quindi un tema storico-scientifico – ribaltato in chiave ironica e rielaborato dalla fantasia dell’autore.

Si tratta di un libricino di poche pagine (178 circa a seconda delle edizioni) e la storia viene narrata in prima persona da Ernest, secondogenito di Edward, a posteriori. In pratica, narratore omodiegetico (interno) e onnisciente.

Ma basta tecnicismi, passiamo al libro.

Ho trovato due livelli di lettura: il primo – più superficiale e legato alla trama – il secondo, più sottile e legato a un’idea di satira.

Partiamo dal primo che effettivamente è il più semplice. Questo romanzo fa sorridere, a tratti ho riso proprio di gusto: il contrasto tra il modo di parlare posh e forbito, spesso e volentieri al limite del filosofico, stride profondamente con la natura scimmiesca dei personaggi e crea un ambiente perfetto per vicende completamente fuori dagli schemi.

I personaggi sono sempre in cerca di riferimenti per datare l’era geologica in cui si trovano come se avessero perfettamente idea dello sviluppo del genere umano. Fa molto ridere ad esempio quando parlano della loro paura di vedere un Hipparion perché è un animale presente fino al Pleistocene medio, un periodo ben lontano dall’inizio dell’Olocene (l’età moderna), troppo lontano per degli uomini scimmia che cercano il progresso.

Altro momento esilarante è il corteggiamento delle femmine da parte degli uomini scimmia: dalla classica clava sulla testa a corse nella foresta a macigni trasportati per chilometri… Avevo le lacrime agli occhi.

Passiamo al secondo livello di lettura: la satira.

In questo caso, dietro all’apparenza di una tribù di uomini scimmia si nasconde la società del Novecento (in particolare degli anni Sessanta).

Gli ominidi si trasformano così in una famiglia governata dal pater familias – Edward – che definisce il destino della propria prole anche se si tratta di andare contro l’opinione dei figli o della moglie. Le donne sono poco più di un oggetto, pura merce di scambio tra tribù, gentili ornamenti, robuste fornaci per sfornare nipotini.

Con questa chiave di lettura satirica, possiamo scorgere la nascita e le dinamiche del sistema capitalistico nella lotta tra Ernest ed Edward per la condivisione o meno delle invenzioni con altre tribù di uomini scimmia.

Regalare agli altri quello che potrebbe essere per la propria famiglia (ovvero la nazione) un vantaggio evolutivo oppure darlo in modo controllato e a caro prezzo? Cosa svelare, cosa trattenere? Tutti questi sono interrogativi che vengono posti lateralmente attraverso lo sguardo di ominidi vissuti millenni fa e che risuonano molto chiari alle orecchie di noi abitanti dell’Olocene.

Comicità e satira sono dunque i due fili conduttori de Il più grande uomo scimmia del Pleistocene, un romanzo che ti invito a leggere per trovare una nuova chiave di lettura e passare qualche attimo di spensieratezza.

Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐/5

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Roy Lewis: l’autore

Roy Lewis nasce nel 1913 a Felixstowe, una piccola cittadina nel Suffolk (UK).

Non ci sono eventi clamorosi nella vita di Roy Lewis: sappiamo che si è laureato a Oxford nel 1934 e che entra nel mondo del lavoro come economista dopo aver studiato alla London School of Economics.

Da quando inizia la sua carriera come editore, capisce che la sua strada non sta tra i numeri ma tra le parole. Intraprende così un viaggio in India e Australia per fare luce sul proprio destino e al ritorno non ha più dubbi: il giornalismo è la via.

Lavora così per Scope, l’Economist e il Times con cui ha una collaborazione regolare fino al pensionamento. Una volta ritiratosi dal mondo della carta stampata, si dedica totalmente alla scrittura creativa – cosa che prima era destinata solo al tempo libero – producendo tantissimi racconti e libri.

Muore nel 1996 a Felixstowe.

Cólto in Castagna: la mia copertina

Premessa: disegnare scimmie – e animali in generale – per me è sempre una sfida. Per questa copertina, però, volevo disegnare a tutti i costi Edward e zio Vania a tutti costi. Ho deciso di rappresentare Edward come una specie di Homo Erectus in totale contrasto con il fratello ancora allo stato di natura, ancora in forma di scimmia e non uomo-scimmia.

Davanti a loro la pietra dello scandalo: il fuoco! E tu, persona dell’Olocene, sei pro o contro il fuoco?

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