Cambiare l’acqua ai fiori: la linea sottile tra vita e morte

cambiare l'acqua ai fiori - Valerie Perrin

I miei vicini sono morti.
L’unica differenza che c’è fra loro è il legno della bara: quercia, pino o mogano.

Cambiare l’acqua ai fiori

Cambiare l’acqua ai fiori è un romanzo del 2018 dell’autrice francese Valérie Perrin. In Italia lo leggiamo grazie a Edizioni E/O e alla traduzione di Alberto Bracci Testasecca del 2019.

Indice

Cambiare l’acqua ai fiori: la trama

2017. Violette Trenet è la guardiana di un piccolo cimitero in Francia. La sua vita scorre in modo più o meno lineare: le sue giornate si riempiono badando al cimitero, accompagnando i famigliari dei defunti tra i corridoi del camposanto, cambiando l’acqua ai fiori.

Un giorno, però, arriva al cimitero un poliziotto di Marsiglia la cui madre ha espresso la volontà di essere sepolta non con il marito bensì accanto a un tale sconosciuto. Questo espediente spacca il libro in tre filoni narrativi:

  1. La storia di Violette (dalla nascita al presente);
  2. La storia di Irene (la madre del poliziotto);
  3. La storia di Philippe (il marito di Violette).

Una linea sottile tra vita e morte: il commento

Nonostante l’apparenza di un romanzo lugubre e in qualche modo pesante vista l’ambientazione cimiteriale, Cambiare l’acqua ai fiori è una lettura luminosa e leggera. La scrittura semplice e coinvolgente della Perrin mi ha permesso di divorare questo libro in un paio di viaggi in Frecciarossa senza fare alcuna fatica e senza mettere il piede sull’acceleratore.

Scorre sotto ai tuoi occhi e, personalmente, non ho potuto fare nulla per arrestare la sua avanzata.

La prima parte del romanzo – lo ammetto – è un po’ più lenta. I continui aneddoti legati al cimitero e alle sepolture sembrano quasi messi lì per allungare il brodo più che per creare ambientazione e fare atmosfera. Danno un po’ l’impressione di essere idee per racconti che l’autrice ha avuto ma non è mai stata in grado di sviluppare. Raccontare la storia di persone defunte si rivela dunque un ottimo contenitore per la Perrin.

La seconda parte invece è molto più ricca e fulminea. Nonostante l’intreccio dei tre filoni, la narrativa non si appesantisce e risulta davvero semplice seguire il flusso della storia senza perdersi pezzi per strada (cosa che mi capita abbastanza spesso quando ci sono più piani).

Cambiare l’acqua ai fiori è allo stesso tempo romanzo d’amore, storia di vita e storia di morte.

Ed è proprio la morte che ha un ruolo centrale all’interno di tutte le vicende. Sì, anche quelle dei vivi. Questo perché, nonostante la parola “fine”, coloro che furono sono ben in grado di influenzare chi resta nella sua quotidianità.

In Cambiare l’acqua ai fiori si ha quasi l’impressione che siano i morti a tenere le redini della vicenda e a guidare le azioni dei protagonisti. C’è una sorta di inversione del topos narrativo: se di solito sono i morti a cercare la pace eterna, qui sono i vivi che cercano la luce in fondo al tunnel, una via d’uscita per riprendere il controllo sulle proprie esistenze.

Interessante la riflessione di Mariella di Monte che paragona Cambiare l’acqua ai fiori a I ponti di Madison County, film di Clint Eastwood del 1995. Conoscevo questo film ma non l’avevo mai visto, così sono andata a leggere la trama per capire il perché di questo affiancamento: beh, è lampante.

In poche parole (e mutatis mutandis) la storia de I ponti di Madison County è praticamente la stessa di Irene e Gabriel. Citazione o plagio? Dove sta la linea di confine? Ai posteri l’ardua sentenza.

Tutto sommato, una lettura piacevole. Il libro della vita? No. Lo consiglio? Sì, è una buona lettura quando si desidera passare qualche ora immersi in un altro universo.

Voto: ⭐⭐⭐1/2 su 5

L’autrice: Valérie Perrin

Valérie Perrin nasce nel 1967 a Remiremont, un paesino di 8mila anime situato in Francia (nel Vosgi, Grand Est).

Inizia a lavorare come sceneggiatrice e fotografa di scena ed è proprio sul set che conosce il marito, Claude Lelouch, un acclamato regista francese.

Raggiunge la notorietà grazie ai suoi romanzi, il primo dei quali intitolato Il quaderno dell’amore perduto (2015) con cui vince svariati premi letterari. Il boom, però, arriva proprio grazie a Cambiare l’acqua ai fiori.

Nel 2021 pubblica Tre il suo terzo romanzo.

Oltre alla scrittura, Valérie Perrin è anche attiva in ambito politico all’interno del Parti animaliste francese.

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