L’educazione: quando la realtà supera l’immaginazione

l'educazione tara westover copertina

Questo non è un libro sui mormoni né su nessun altro credo religioso. È la storia di diverse persone, alcune credenti e altre no, alcune buone altre meno.
Tara Westover – L’educazione

L’educazione (titolo originale Educated) è un romanzo autobiografico scritto da Tara Westover. Uscito per la prima volta nel 2018, lo leggiamo nell’edizione Feltrinelli con la traduzione a cura di Silvia Rota Sperti.

Indice

L’educazione di Tara Westover: la trama

Si può parlare di trama quando ci si trova di fronte a un romanzo autobiografico? Proviamoci con la quarta di copertina.

Tara, la sorella Audrey e i fratelli Luke e Richard sono nati in una singolare famiglia mormona delle montagne dell’Idaho. Non sono stati registrati all’anagrafe, non sono mai andati a scuola, non sono mai stati visitati da un dottore. Sono cresciuti senza libri, senza sapere cosa succede nel mondo o cosa sia il passato. Fin da piccolissimi hanno aiutato i genitori nei loro lavori: in estate stufare le erbe per la madre ostetrica e guaritrice, in inverno lavorare nella discarica del padre, per recuperare metalli.

Fino a diciassette anni Tara non aveva idea di cosa fosse l’Olocausto o l’attacco alle Torri gemelle. Con la sua famiglia si preparava alla sicura fine del mondo, accumulando lattine di pesche sciroppate e dormendo con uno zaino d’emergenza sempre a portata di mano.

Il clima in casa era spesso pesante. Il padre è un uomo dostoevskiano, carismatico quanto folle e incosciente, fino a diventare pericoloso. Il fratello maggiore Shawn è chiaramente disturbato e diventa violento con le sorelle. La madre cerca di difenderle, ma rimane fedele alle sue credenze e alla sottomissione femminile prescritta.

Poi Tara fa una scoperta: l’educazione. La possibilità di emanciparsi, di vivere una vita diversa, di diventare una persona diversa. Una rivelazione. Il racconto di una lotta per l’autoinvenzione. Una storia di feroci legami famigliari e del dolore nel reciderli.

Tratto da una storia vera: la recensione

Protagonista della storia è Tara. Il romanzo si apre quando la protagonista ha l’età di sette anni e affronta tutto lo sviluppo psicologico e familiare dei Westover, una famiglia mormona dell’Idaho. Tutti i fatti vengono raccontati in prima persona dalla stessa Tara, ormai donna, che ripercorre la sua vita dai primi ricordi d’infanzia fino all’età adulta.

La scrittura è molto scorrevole, il libro si legge in un soffio nonostante il contenuto sia pesante, a tratti disturbante. Westover riesce a rievocare i fatti con una lucidità encomiabile e una narrativa molto vivida e reale. Le immagini di incidenti, abusi, ferite e violenza scorrono davanti agli occhi del lettore con una brutalità tale che a volte è necessario fare una pausa dalla lettura.

L’annullamento dell’Io

La domanda che ha martellato la mia mente lungo tutta la lettura è stata: ma com’è possibile? La tradizione mormona è così lontana dai costumi contemporanei a cui siamo abituati che – nonostante sia per certo un’autobiografia – ti viene da mettere quasi in dubbio la veridicità dei fatti narrati.

Quello che emerge è che, in generale, c’è un tentativo di annichilire totalmente l’individualità delle persone: tutti devono comportarsi allo stesso modo, vestire allo stesso modo, avere lo stesso credo e avere le stesse convinzioni morali. Chi vive al di fuori di questo schema è destinato alla dannazione eterna. Ed è così forte questa convinzione che la famiglia non si pone mai il dubbio del “ma non è che stiamo sbagliando qualcosa?”.

Ce ne sarebbe da dire su queste modalità di pensiero – tipiche tra l’altro dei complottismi più sfrenati – ma il punto è che non è questa la parte realmente problematica in tutta questa storia.

La violenza domestica

La parte più disturbante della vicenda Westover, a mio parere, è la violenza domestica. Violenza che si declina in svariati modi sia fisici sia psicologici. Tara racconta di essere stata picchiata dai propri fratelli, strangolata quasi fino alla morte e chiamata “Puttana” perché si lavava le mani o la faccia.

È stata sfruttata sin dall’infanzia per lavorare con il padre rischiando dei seri infortuni che avrebbero potuto rovinarle la vita per sempre se non togliergliela del tutto.

Oltre alla violenza fisica, c’è anche il capitolo violenza psicologica che si manifesta anche nelle minacce da parte della famiglia stessa di abbandonarla a sé, di escluderla dal nucleo. Minacce che, alla fine, si trasformeranno in realtà quando lei deciderà di lasciare la comunità (nessuno spoiler qui, non avrebbe potuto scrivere il libro fosse stata ancora in famiglia).

Una violenza psicologica che, logicamente, si ripercuote anche sulla vita adulta di Tara: la difficoltà a fidarsi, a costruire delle relazioni, il non saper ascoltare il proprio corpo e la propria mente. Tutto cambia con l’educazione, l’unico appiglio per la rinascita.

La spinta verso la conoscenza

A proposito di educazione, è interessante notare come molti dei fratelli Westover, nonostante non abbiano mai frequentato la scuola, abbiano sempre cercato lo studio.

I pochi libri presenti in casa venivano costantemente sfogliati e consumati dai ragazzi: una sete di conoscenza insaziabile che porta molti a sfiorare più e più volte con la mente l’idea dell’istruzione. L’home schooling della madre non basta, i testi religiosi nemmeno: i giovani Westover vogliono aprire le porte della storia, la matematica, la filosofia.

L’educazione è dunque la via di fuga da un mondo a cui Tara sente di non appartenere, è anche ricerca e costruzione del proprio Io e, infine, è linfa per una mente libera.

L’autrice: Tara Westover

Tara Westover

Tara Westover nasce a Clifton (Idaho, USA) nel 1986 in una famiglia di tradizione mormona dei Santi degli Ultimi Giorni ultima di sette figli.

Dopo aver trascorso un’infanzia e un’adolescenza abbondantemente travagliate, decide di andare al college e riesce ad entrare alla Brigham Young University (dove ottiene anche una borsa di studio).

Dopo aver conseguito la laurea, fa un master a Cambridge e si laurea con lode con una tesi dal titolo “he Family, Morality and Social Science in Anglo-American Cooperative Thought, 1813–1890”.

Dopo essersi separata definitivamente dalla propria famiglia, pubblica la sua storia in un libro: Educated. Oggi scrive per The New York Times e BBC News ed è una storica affermata.

Citazioni da L’educazione di Tara Westover

So solo questo: che quando mia madre disse che non era stata la madre che avrebbe voluto, diventò quella madre per la prima volta


Tutti i miei sforzi, tutti i miei anni di studio mi erano serviti ad avere quest’unico privilegio: poter vedere e sperimentare più verità di quelle che mi dava mio padre, e usare queste verità per imparare a pensare con la mia testa.


È strano quanto potere dai alle persone che ami, avevo scritto sul mio diario. Ma Shawn aveva un potere su di me che era inimmaginabile. Aveva definito chi ero, e non esiste potere più grande di questo.


Dopo quella notte non ci furono più dubbi sul fatto che dovessi andarmene o rimanere. Era come se vivessimo nel futuro. Come se me ne fossi già andata.


Della natura delle donne, non si può sapere nulla di definitivo. Non avevo mai trovato così tanto conforto in un vuoto, nella buia assenza di certezze. Sembrava dirmi: qualunque cosa sei, sei una donna.


Quello che sentivano era un avvertimento, un richiamo che veniva da lontano, e che riceveva una risposta sempre più convinta: non avrei mai più accettato di essere un soldato in una guerra che non capivo.


Le decisioni che presi da quel momento in avanti non erano quelle che avrebbe preso lei. Erano le scelte di una persona cambiata, di una persona nuova. Potete chiamare questa presa di coscienza in molti modi. Chiamatela trasformazione. Metamorfosi. Slealtà. Tradimento. Io la chiamo educazione.

Pubblicato da Giulia Castagna

Giulia, content manager e writer, lettrice dall'età dei primi dada e baba.