Elogio dell’ignoranza e dell’errore è un saggio breve scritto da Gianrico Carofiglio e pubblicato da Einaudi editore nel 2024.
Di cosa parla Elogio dell’ignoranza e dell’errore?
Il titolo già di per sé è molto chiaro e parlante: il saggio affronta il tema dell’errore, per l’appunto, e di come gli errori possano impattare le nostre vite nel bene o nel male.
Partendo da esempi storici e curiosità come la scoperta del Viagra e da personaggi che spaziano da Mike Tyson a Hegel, Carofiglio accompagna il lettore in un breve viaggio alla riscoperta della nostra umanità.
Elogio dell’ignoranza e dell’errore di Gianrico Carofiglio: recensione
Ci sono libri che non si limitano a farsi leggere, ma chiedono qualcosa in cambio: attenzione, onestà, magari anche un pizzico di vulnerabilità. Elogio dell’ignoranza e dell’errore è uno di questi. Non perché sia difficile o teorico, ma perché accompagna chi legge a guardare con più calma e meno giudizio il proprio rapporto con l’errore. Nel mio caso, è stato impossibile non scivolare in una riflessione personale.
Siamo cresciute con frasi fatte che parlano di errore come di un passaggio obbligato verso il miglioramento, ripetute così spesso da diventare quasi innocue.
Il libro sceglie di smontare questa automatica rassicurazione e di guardarla da un’altra angolazione: l’errore non ha valore solo quando si traduce in una lezione chiara o in un risultato tangibile. Esiste anche quando resta opaco, inconcludente, persino frustrante. E proprio in questa sua imperfezione continua a dirci qualcosa su chi siamo e su come attraversiamo il mondo.
Il concetto chiave che mi porto a casa è l’accoglienza di errori e dei fallimenti. Non perché tutti siano utili o illuminanti, ma perché riconoscerli per quello che sono ci permette di muoverci con maggiore scioltezza. Meno ansia, meno rigidità, meno pressione verso una perfezione che spesso siamo i primi a imporci. In questo senso, il libro non invita a glorificare l’errore, ma a smettere di viverlo come una colpa.
Il saggio alterna esempi e citazioni a un approccio sorprendentemente pragmatico. Non nasconde il fatto che sbagliare o non sapere non piaccia a nessuno. Anzi, lo ammette apertamente. Ma proprio per questo sottolinea un punto fondamentale: l’errore riconosciuto è quello che ha davvero valore, perché riduce le possibilità di ripeterlo e apre a nuove opportunità. Non è un inno all’improvvisazione incosciente, ma alla creatività e alla consapevolezza.
Ho apprezzato molto anche le riflessioni sulle false certezze e sull’importanza di mettere in discussione metodi o pattern considerati intoccabili (il famoso: squadra che vince non si cambia… sì ma se ci fosse una squadra ancora più potente che non hai ancora scoperto?). Pensare fuori dagli schemi, qui, non è un vezzo creativo, ma una necessità per non restare intrappolate in abitudini che smettono di funzionare.
Mi sono riconosciuta spesso tra le righe, soprattutto per quella tendenza al perfezionismo che mi ha sempre resa diffidente verso l’errore. Il messaggio finale è potente: accogliere l’errore non significa abbassare l’asticella, bensì riconoscere la propria umanità. È da lì che può nascere una crescita più autentica, capace di fare pace con i limiti e, proprio per questo, di superarli con più equilibrio.
L’autore: Gianrico Carofiglio

Gianrico Carofiglio nasce a Bari il 30 marzo 1961. Inizia la sua carriera come Pubblico Ministero in ambito di indagini sulla criminalità organizzata.
Dopo essere stato scartato da un concorso per entrare nel Comitato scientifico del Consiglio superiore della magistratura, decide di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura.
Ha così inizio la sua svolta narrativa in ambito di gialli che spicca il volo grazie a due personaggi: l’avvocato Guido Guerrieri e il Maresciallo dei Carabinieri Pietro Fenoglio.
Oggi Gianrico Carofiglio continua a scrivere e in parallelo a insegnare all’Università Alma Mater di Bologna “Lingua e scrittura giuridica di base”. Gli ultimi libri pubblicati sono L’orizzonte della notte (2024) della saga di Guido Guerrieri e il saggio Elogio dell’ignoranza e dell’errore (2024)
Frasi da Elogio dell’ignoranza e dell’errore
La vera competenza include la percezione dei suoi limiti.
L’ignoranza inconsapevole e presuntuosa è una minaccia, mentre l’ignoranza consapevole è un’opportunità per la crescita individuale e collettiva.
Chi è a disagio con la propria fallibilità pretende di realizzare ogni impresa perfettamente, sin dall’inizio. Quando questo non riesce (quasi sempre) il passo successivo non è riprovare, migliorare, progredire: è abbandonare l’impresa.
