Le lettere di Berlicche, una riflessione teologico-fantastica

lettere di berlicche cs lewis - copertina

Mio caro Malacoda, ho notato con profondo dispiacere che il tuo paziente s’è fatto cristiano. Non nutrire speranza alcuna di sfuggire alle punizioni che si sogliono infliggere in simili casi.
Le lettere di Berlicche

Le lettere di Berlicche (titolo originale The Screwtape Letters) è un racconto epistolario scritto da C.S. Lewis e pubblicato la prima volta nel 1942.

Indice

  • Lettere di Berlicche: quarta di copertina
  • Recensione di Le lettere di Berlicche
  • L’autore: Clive Staples Lewis

Lettere di Berlicche: quarta di copertina

Funzionario di Satana di lunga esperienza e grande efficienza, Berlicche invia al giovane nipote Malacoda, diavolo apprendista, una serie di lettere per istruirlo nell’arte di conquistare (e dannare) il suo “paziente”. Ogni manifestazione della vita, dal pensiero alla preghiera, dall’amore all’amicizia, dal divertimento alla vita sociale, dal piacere al lavoro e alla guerra: tutto viene distorto a scopo diabolico e diventa un espediente per perdere gli uomini.

Recensione di Le lettere di Berlicche

Durante i miei anni di oratorio, uno dei titoli che zompettava sempre fuori era Le lettere di Berlicche di C.S. Lewis. Mi sono sempre ripromessa di leggerlo ma sapevo che all’epoca sarebbe stato prematuro. E, ora che l’ho letto, caspita se ci avevo preso!

Il libro è molto corto – poco più di un centinaio di pagine – e si presenta come un epistolario di Berlicche, diavolo di lunga data, a dialogo con il giovane nipote Malacoda. Dello scambio, come si intuisce dal titolo, noi abbiamo solo la parte di Berlicche.

Lewis per non far perdere l’orientamento al lettore apre ogni lettera di Berlicche facendo fare al diavolo un piccolo riassunto di quanto ricevuto dal nipote Malacoda. Un buon espediente per rendere il filo narrativo più lineare.

Prima delle lettere troviamo una premessa in cui l’autore dichiara di non voler narrare le circostanze in cui ha ricevuto l’epistolario e coglie l’occasione per ricordare ai lettori che il Diavolo è bugiardo e li invita a non credere a Berlicche. Infine, afferma che le lettere non sono state messe in ordine cronologico quindi ci potrebbero essere delle incongruenze temporali.

Nonostante la brevità del libro, Le lettere di Berlicche non è facile da digerire. Le pagine sono pregne di elementi di filosofia, morale, etica e religione. Dio – o Il Nemico, come viene chiamato – è il cattivo della storia. Una divinità che non ha realmente a cuore gli uomini ma che, per come ha costruito il proprio “marketing”, ha fatto passare messaggi come Carità e misericordia.

L’obiettivo di Berlicche è quello di crescere Malacoda come un abile diavolo in grado di perpetrare l’arte della tentazione e portare le sue vittime sulla cattiva (buona dal loro punto di vista) strada. Lo fa dando consigli e approfondendo i meccanismi non solo della mente umana ma anche di come funziona la tentazione stessa.

Di fronte a tematiche così complesse, è impossibile pensare di poter inserire Le lettere di Berlicche nelle ormai abusate classifiche da TikTok del tipo “5 libri da 100 pagine da leggere in poco tempo”.

Le lettere di Berlicche è una riflessione sull’uomo, sul peccato, sulla religione cristiano-cattolica. È un piccolo trattato nascosto sotto una modalità narrativa all’apparenza leggera ma che cela una profondità di contenuto difficile da ritrovare in altre opere di C.S. Lewis.

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L’autore: Clive Staples Lewis

Clive Staples Lewis

Clive Staples Lewis (aka C.S. Lewis) nasce a Belfast (Irlanda) il 29 novembre del 1898. Dopo aver avuto un’infanzia estremamente travagliata segnata dalla morte della madre quando lui aveva 10 anni, Lewis si sposta nel regno della fantasia avvicinandosi alle opere di Bellatrix Potter e alle leggende della mitologia norrena.

Dopo aver vinto una borsa di studio per Oxford all’età di 18 anni, viene chiamato alle armi durante la Prima Guerra Mondiale. Ormai segnato psicologicamente dal conflitto, viene congedato nel 1918 e ritorna a Oxford.

Dopo gli studi inizia una carriera accademica durante la quale ha modo di conoscere J.R.R. Tolkien con il quale nasce una sincera amicizia.

Nel 1950 ottiene il successo grazie alla pubblicazione delle celeberrime Cronache di Narnia che lo eleggono ufficialmente uno dei padri del genere fantasy.

Muore a Oxford a causa di complicazioni cardiache il 22 novembre del 1963: lo stesso giorno dell’assassinio del presidente americanp J.F. Kennedy.

Pubblicato da Giulia Castagna

Giulia, content manager e writer, lettrice dall'età dei primi dada e baba.